L’Incontro

L’Incontro



Sul marciapiede, davanti alla vetrina del negozio, c’erano rose bianche. Ne presi alcune dal cesto. La commessa teneva gli occhi bassi, mentre gliele porgevo per farmele confezionare.
– Se desidera scrivere un biglietto, nel caso cioè volesse farle recapitare, ho quel che occorre – disse.

Daniela… Era proprio lei. Ormai più donna che ragazza. Non la vedevo da quando?
Biascicò un “oh, capisco” lamentoso. Sembrava delusa. Come se avesse colto in quel mio scegliere fiori dal cesto, l’entusiasmo di chi è alla ricerca di una relazione amorosa, e che ciò l’avesse in qualche modo ferita.

Giorgia mi stava aspettando all’ingresso del parco. Indossava un completo rosso e un cappellino con fiori gialli e un piumino blu. Il colletto della giacchetta era ripiegato e i bordi della camicia erano gialli. Più voglia di aggredire il mondo che di abbinare i colori. Le mura del parco erano ricoperte di licheni e rampicanti così fitti che un brivido mi salì lungo la schiena. Avevo voglia di sentirmi addosso la luce del sole. E fu con tale brama che mi girai e rimasi a osservare il piccolo negozio di fiori che mi ero lasciato all’angolo della strada. Le sue mura, quasi bianche, risplendevano come diamanti al sole.

Ritornai sui miei passi e buttai i fiori da qualche parte.

Quando mi vide, Daniela s’illuminò. Poi dovette cogliere qualcosa nel mio sguardo, perché arrossì. Scelsi delle rose rosse dal cesto, e lei non mi chiese che ne avessi fatto di quelle bianche. Dopo averle odorate, glieli porsi.

– Devo incartarle? – chiese.

– Non serve, sono per te.

Un lampo nei suoi occhi.

– Sei dunque ritornato per me?

– Sì.

– Non ci posso credere.

– Devi, invece.

– Sincero. Che cosa ti è successo?

– Averti rivisto deve aver cancellato quello che ero venuto a cercare. Qualunque cosa fosse.



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