Scrivere fuori dal rumore


In questi due romanzi storici ho cercato la stessa cosa: la parte dell’uomo che resta uguale, anche quando cambiano i secoli e i confini.
Sono storie di uomini e di potere, di soprannaturale, fede e inganno, ambientate in un passato che somiglia troppo al presente.

SOLUTIO PERFECTA – GIALLO STORICO

Siamo a Xiphonia, nella Sicilia del tardo Settecento, un tempo in cui gli uomini di scienza,

i filosofi e i liberi pensatori si muovevano in un terreno minato. Leo Grasso è uno di loro: osserva, indaga, dubita.
Crede nella verità, ma sa che ogni verità comporta un prezzo.

Qui siamo a Città di Calcide, sempre nella Sicilia del 1770

La morte a te, l’angelo a megiallo storico soprannaturale

Il Settecento siciliano è un laboratorio di contraddizioni.
Tra superstizione e scienza, tra fede e ragione, nasce la modernità, ma anche la prima disillusione verso l’uomo.

È un’epoca che genera le prime ombre della modernità: il disincanto, la perdita del senso sacro, la consapevolezza che la conoscenza non rende migliori, solo più soli.
In Sicilia, questo contrasto si amplifica: chi cerca la verità viene isolato, sospettato, talvolta perseguitato.
La Chiesa e la superstizione restano fortissime, la scienza nasce in conventi, laboratori segreti, case di nobili eccentrici.
La disillusione non è pessimismo, ma constatazione.
L’uomo comincia infatti a capire di non potersi salvare con la sola ragione.

Scrivere un romanzo storico non significa ricostruire: significa ascoltare.
Le voci del passato parlano ancora, se si sa da dove ascoltarle.
In ogni ingiustizia del passato si riflette una domanda che non smette di valere: chi detiene davvero il potere, e a quale prezzo.

La Chiesa come potere e rifugio

Nel Settecento siciliano la Chiesa non è solo un’istituzione: è l’aria stessa che si respira.
Parlare di essa in un contesto letterario significa rappresentare come convivano, nello stesso respiro, la fede e il potere, il controllo delle coscienze e il bisogno di credere.

Il campanile non segnava soltanto l’ora: ricordava a ognuno chi aveva l’ultima parola.

Padre Virgilio – copratagonista del romanzo.
Il male non appare. Parla piano, veste di nero, e benedice.