Il rumore del suolo

I santificati

ciechi

non sono corpi a

due teste

o sovrastrutture

asimmetriche

nel campo

dell’insostenibile.

Essi scandiscono

il tempo

nel tempo delle

meraviglie.

Portatori di

campi, di quanti

ammantati di

un’aura greve.

Solo lì e soltanto

il pensiero si

cala sincero:

non spande né

dichiara presenza.

Diventa certezza

ed essenza

nel vanto del

vento che viene.

Ed è forte

l’odore del miele

che un’ape va al

favo rigira rigira

poi si ferma,

riprende e va via.

Così santificati, non è il

loro passo

che tarda, o non

canta per tema.

È il rumore del

suolo che, batte e ribatte,

s’intona di

marcia

dell’incedere quanti

que’ portatori di campi

che si disvelano al sole.