Libri

Libri

‑ Buongiorno. Che c’ha le schede per il parcheggio?

‑ Libri vendo.

‑ Libri!

‑ Libri.

Io e Michele La Spina guardiamo l’avventore: stizzito, se ne va: mano alla fronte, angoli della bocca all’ingiù: libri vende!

Un altro cliente.

‑ Mi dia una scheda per il parcheggio.

‑ Non vendo schede per il parcheggio. Solo libri vendo.

‑Ah… libri. Ma non sa dove le vendono?

‑ Che cosa.

‑ Ma le schede, no?

‑ Al tabaccaio, penso.

‑ E … ma dove lo trovo un tabaccaio?

‑ Non so, da qualche parte, penso.

‑ Ma lei oltre a pensare, niente sa?

Michele La Spina non risponde. Mi guarda, il suo viso è tutto un programma. Come quel tipo si allontana, mi fa.

‑ Ma vede lei cosa mi devo sopportare!

‑ Che vuole ‑ dico io ‑ ognuno porta la sua croce.

‑ No, ‑ dice ‑  ma per farle vedere che per giunta vogliono conto e soddisfazione. E guai se gli fai capire che stanno infastidendo con le loro domande. Come se fossi obbligato a rispondergli.

‑ Che vuol farci, noi catanesi siamo fatti così. Abbiamo qualcosa in testa e pretendiamo che il mondo intero ne sia a conoscenza.

‑ Che intende dire?

‑ Quel tipo di poco fa, per esempio: aveva in testa di comprare le schede per il parcheggio. Lei a suo giudizio non poteva non sapere dove si vendono le schede per il parcheggio. Siamo a Catania, chiunque è tenuto a sapere un po’ di tutto. Se non sai, te lo inventi. Rispondere nisba a una informazione è poco catanese: è da continentali. È quindi preferibile inventasi una risposta credibile. Perché una risposta magari alla sanfasò è bene accetta, il non si sa è sempre uno sgarbo.

‑ Spero lei sbagli, o noi catanesi siamo davvero alla frutta.

Un altro cliente.

‑ Mi dia la Sicilia, per favore.

‑ Non vendo giornali.

‑ Che vuol dire non vende giornali?

‑ Che questa non è una rivendita di giornali. Libri vendo. Non lo vede?

‑ Libri…!

‑ Libri.

‑ Ha sentito? ‑ fa quello rivolto a me che sto esaminando qualche libro.

‑ Ho sentito ‑ faccio io rivolto a lui.

‑ Ma perché scusi, per lei è normale che un baraccone come questo venda libri e non giornali?

‑ Non vedo cosa ci sia da stupirsi.

‑ Ma questa è un’edicola, suvvia.

‑ E secondo lei in un’edicola non si possono vendere libri?

‑ Perché non è logico?

‑ Non so, prima dovrei capire cosa è logico per lei.

Il cliente guarda me, poi guarda Michele La Spina, fa un passo indietro: gira uno sguardo paro paro all’edicola. Poi con un mezzo sorriso da supponente fa:

‑ Ma da dove scendete voi due? Dal continente?

‑ No, siamo catanesi come lei, presumo ‑ dico io.

‑ E vendete libri!

‑ No, solo lui vende libri. Io sono un cliente.

‑ E lei compra libri in questo buco!

‑ Per l’appunto, in questo buco.

‑ Perché non va in una vera libreria?

‑ Ah guardi… mi sono ricordato dove può comprare le schede per il parcheggio ­ dico per levarmelo di torno. ‑ A 500 metri, dopo il semaforo, a destra, c’è un tabaccaio. Lì le schede le trova.

‑ Ecco finalmente una risposta sensata ‑ fa il cliente mentre se ne va.

Michele la Spina non fa commenti. Dal suo buco tira fuori il violino e si mette a suonare. Le solite note, che io digerisco a fatica, come sempre. Ma gli voglio bene. Sopporto. Una macchina accosta sul bordo del marciapiede. Popi popi, fa con quel diavolo di clacson il tipo che nemmeno si vede alla guida.

‑ Che cazzo vuole quello ora! ‑ faccio io.

‑ Perché non le piace? ‑ fa Michele, mostrandosi sorpreso. Crede mi sia rivolto a lui.

‑ No, dicevo a quel coglione in macchina.

Michele La Spina smette di suonare, alza un poco la testa e fissa dietro le mie spalle. Lo vedo illuminarsi in volto.

‑ Oh, ma è una donna ‑ fa.

Mi volto. Dal sedile lato guida una testa rossa è affacciata al finestrino lato passeggeri.

‑ Per favore, una scheda per il parcheggio.

‑ Oh, mi spiace, davvero, ma non vendo schede per il parcheggio ‑ gli fa Michele.

‑  Cosa? Non sento ‑ dice la donna.

Quindi scende dalla macchina e viene taccheggiando fino a noi. E’ davvero tutta rossa e tutta chic, ha la gonna tutta con lo spacco, la coscia è lunga, di quelle che ci rimani con l’occhio.

‑ Ho detto che non vendo schede per il parcheggio ‑ fa Michele accompagnando un la col violino.

‑ Ah… non ne vende.

Mano a grattarsi il mento, la bella rossa si mette a pensare, o almeno sembra che pensi. Si guarda attorno, più convinta che persuasa. Fissa l’edicola, tocca qualche libro, ne sfoglia qualcuno, lo posa, ne maneggia un altro. Guarda me che lesto, fingo di guardare i libri, poi con la coda dell’occhio vedo che ritorna su Michele La Spina e gli fa:

‑ Ma che diamine vende allora?

‑ Libri.

‑ Libri…!

‑ Libri.

‑ Strano davvero.

‑ Strano davvero che cosa?

‑ Che lei venda libri invece delle schede per il parcheggio.

‑ Se lo dice lei che è strano…

‑ A proposito, mi saprebbe indicare dove vendono le schede?


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